“Una volta si andava in campagna per respirare l'aria buona, ora
ci andiamo per trovare le discariche abusive, per controllare che qualche delinquente non abbia nascosto tra i cespugli cose tossiche”.
 
SINOSSI
Tre indomabili cittadini non più giovanissimi, invece di godersi la pensione e curare gli acciacchi dell'età, percorrono in lungo e in largo le campagne devastate da discariche abusive e capannoni industriali abbandonati. Sono lontani i  tempi in cui andavano a respirare aria buona in campagna, ora che è vessata da rifiuti tossici, scarichi illegali e istituzioni spesso sovrastate dagli eventi.
Ma preoccupazioni e senso di responsabilità per le future generazioni sono valide motivazioni per non arrendersi e usare tutti i mezzi consentiti per cercare di fermare l'irreparabile.
Tre eroi inconsueti. 
Lottare quotidianamente contro l'inquinamento, contro l'incuria, contro le ingiustizie perpetrate nei confronti dell'ambiente (e di chi lo abita): probabilmente l'immagine dell'eroe, perché così forse è giusto chiamare chi dedica la sua vita a tali fini, non corrisponde al physique du rôle dei tre protagonisti del film “Gli anni verdi”: anziani, non propriamente scultorei, ma caparbi, determinati e agguerriti come pochi. E la speranza non muore, anche in condizioni difficili, finché avremo tre sentinelle come loro, nella speranza che non restino così soli a lungo.

IL FILM PER LA REGISTA
Quando ho incontrato Letizia, Mimmo e Vincenzo, mi sono detta che erano degli esempi che valeva la pena seguire.
Poche chiacchiere e tanti fatti.

Stavo lavorando ad un reportage sulla Valle del Sacco, uno dei 57 SIN – Siti di Interesse Nazionale italiani, che significa delle zone più inquinate, dove gli abitanti...

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